La Tela Di Gaul

giugno 27, 2009

Omaggio A Fuyumi Soryo

Filed under: heroes — by lateladigaul @ 3:04 pm
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Vi parlo della mia mangaka preferita, sia per la trama sia per i disegni, che ha saputo recentemente rinnovarsi con un fumetto storico dal titolo “Cesare. Il creatore che ha distrutto.” che la terrà impegnata per quindici anni, tanta è l’accuratezza per il particolare e la veridicità delle informazioni riguardanti i più svariati personaggi dell’epoca, quali Cesare Borgia, Lorenzo il Magnifico, Rodrigo Borgia, Savonarola, Machiavelli, e perfino Leonardo da Vinci!fuyumi

Ecco qua una lista di suoi manga, in ordine di preferenza:
Cesare (historical)
Mars (shojo)
Eternal Sabbath (supernatural, psychological)
Sole Maledetto
Cactus
Never Ending Heart
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Indipendentemente dalla trama, caratteristica comune a tutti i personaggi è un notevole spessore. Anche quelli minori sono tratteggiati in modo da essere credibili. E tutti, ma proprio tutti, sono dominati dall’irrequietezza.fuyumi4
Le trame trattano della diversità, dell’altro, dell’accettazione di se stessi, della capacità di amare, delle ossessioni, delle paure e della convivenza che s’instaura con esse.
Le storie procedono per poli opposti, sentimenti contrastanti, per poi mostrare un punto di contatto che permette il dialogo e lo scambio, fino all’instaurarsi di un equilibrio.
Per quanto riguarda Cesare, non è uno di quei tanti-troppi- sedicenti fumetti storici che invece sono solo “rosé” (attenzione, c’è in giro un fumetto su Cesare Borgia di tale risma), bensì il tentativo d’indagare l’animo di un personaggio storico estremamente complesso, e di dare un un quadro veritiero dell’epoca. Un piacevole approfondimento su di una figura alla quale nel mio libro di storia erano dedicate soltanto poche righe e che invece meriterebbe più attenzione.
La Soryo sa quali ingredienti usare per avvincere i lettori e tenerli col fiato sospeso dalla prima all’ultima vignetta.

giugno 26, 2009

Bellezza

Filed under: organismi in volo — by lateladigaul @ 1:19 pm

Questo post nasce dall’ascolto di varie frasi buttate qua e là e dal desiderio di esprimere la mia personale opinione. Scusate lo stile “sentenzioso” ma lo uso solo per non perdere il mio filo logico a proposito di un argomento senza limiti.
Non c’è Bellezza senza contenuto.
Non c’è contenuto senza sofferenza.
Non c’è sofferenza senza ricettività.
Innanzitutto, la ricettività. Il non lasciarsi scivolare addosso ciò che ci accade, il non raccontarsela, l’attenzione per ciò che è a noi esterno di modo che esterno non rimanga.
Poi, di conseguenza, la sofferenza, perché non credo sia possibile rimanere impassibili di fronte a certe cose, una volta che le abbiamo guardate. La sofferenza di non riconoscersi più in se stessi, del buio della mente, del puzzle i cui pezzi non sembrano più combaciare. E invece accorgersi che siamo solo noi che diamo un senso a noi stessi, a ciò che siamo. Siamo il nostro collante, la cui composizione ha bisogno di continui arricchimenti.
Infine, dato un senso a noi stessi, qualunque esso sia, appare una forma. La forma è immediatamente consequenziale, è la luce dello sguardo, un corpo dai cui occhi trabocca anima. Insomma, profondità: la bellezza piatta è superficiale, non è Bellezza.
Una creazione realizzata con questi presupposti è bella. E lo è perché aggiunge qualcosa al mondo, perché lo rende degno di essere vissuto. Non è copiata, non è messa lì a caso.
Capite che definire il contenuto è più difficile. Il contenuto può essere qualsiasi cosa, ma dal mio punto di vista, se ci sono tali presupposti, il contenuto non può essere altro che benefico.
Per esemplificare: un palazzo ben costruito che allieti lo sguardo in una caotica città è un contributo alla bellezza universale. Non perché quel palazzo è, a detta di tutti, bello (a qualcuno piace e se lo compra, a qualcuno no e ne cerca un altro, tipo), ma perché è stato fatto con intento positivo.
L’intento positivo di cui sopra è un ulteriore argomento degno di discussione. Al momento mi verrebbe da dire che è amore.
Contribuire alla Bellezza universale è un segno di amore verso il nostro pianeta e verso noi stessi. E l’atto creativo è il momento in cui il vissuto di una persona dà la vita a un oggetto.
Nell’ambiente che ci circonda, è sempre più raro vedere cose giustapposte in modo armonico. Dove per armonia intendo proprio un insieme di parti il cui intreccio rende la composizione piacevole.
Se posso riassumere con un immagine, direi che i frutti nati da piante rigogliose sono il miglior nutrimento per l’uomo. E sfamare un uomo significa metterlo in condizioni di dare buoni frutti.
Concludendo, la Bellezza non è qualcosa da inseguire, ma da coltivare dentro di noi.

Tema: Toni. Blog su WordPress.com.

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