Ieri sera ho partecipato allo Spiking of del Cyborg Film Festival. Era presente Enzo Aronica, regista e ideatore di n[ever]land, il quale faceva delle considerazioni sull’utilizzo delle tecnologie disponibili per la creazione di film. Rifletteva sul fatto che in generale si è clienti delle neotecnologie, e ciò è inevitabile dal momento in cui non conosciamo a fondo il prodotto e quindi non siamo in grado di gestirlo in modo positivo.
Riguardo agli effetti speciali ci ha fatto notare che non esistono più le comparse, un mestiere che va scomparendo; come nel passato, con il sonoro, decaddero i divi del cinema muto. Ma ciò che mi ha fatto riflettere è che mentre prima lo schermo mostrava il reale (il treno dei fratelli Lumière), adesso riproduce il reale che agisce in modo che non ti aspetteresti (pesci che parlano, animali che ridono). Il regista non può più fare a meno del visual effect director, figura inesistente dieci anni fa. Chi scrive per la trasposizione cinematografica è a questi che telefona per sapere se “la barca può trasformarsi in una nuvola”. L’effetto speciale è sempre più volto soltanto a stupirti, a ricreare in digitale il reale, a ingannare l’occhio: io ieri sera ho visto un feto e il suo parto dall’interno del sacco amniotico, assolutamente realistico, tutto ricreato con quella che credo si chiami motion picture. Più che attori, in futuro ci saranno donatori di volto, di movimento…
L’effetto visivo sta uccidendo però la trama, il contenuto, il messaggio. Tuttavia Aronica ci ha assicurato che arriveremo alla saturazione di tutto questo, ma che dobbiamo prenderne coscienza per non essere solo assimilati. La resistenza è inutile ?
Io sono cresciuta immaginando cose e i libri mi permettono di vivere infinite storie che diventano la mia storia! E’ questo che mi ha sempre affascinato: io faccio mio il mondo circostante, anche l’immaginario altrui nel momento in cui vi accedo, come se sognassimo tutti la stessa cosa. Perché la cosa più bella di cui l’uomo è dotato è la fantasia: senza immaginarsi qualcosa l’uomo non potrebbe metterla in atto. La fantasia è libertà (“SALVALUOMO…mi permette: di giocare, di pensare, di mangiare, di suonare, di studiare o non studiare, di cambiare solamente…come mi pare”), è ciò che i regimi non possono uccidere (anche se “Amava il Grande Fratello.” ti toglie il respiro), perché se Atreyu e Bastian si alleano non ce n’è per nessuno! E’ per questo che sono una tifosa dell’arte, anche quella non ufficiale, quella disprezzata dagli “intellettuali”. Per me è degno di essere letto/guardato qualsiasi frutto dell’uomo, non solo i romanzi di Dostoevskij ma anche il manga della giapponese che ci fa vedere le sue fantasie più segrete. Fantasticano ad occhi aperti, fanno di questo il loro lavoro, e perciò io li amo.
che ne venga fuori un disegno compiuto!